Matmos cop
Matmos

The Marriage Of True Minds

THRILL JOCKEY/GOODFELLAS
7

Stavolta Drew Daniel e Martin Schmidt hanno superato se stessi. Com’è possibile, vi chiederete? Dopo aver fatto dischi con rumori meramente odontoiatrici o presi da interiora di bovino? È possibile, oh sì, è possibile In attesa di eventuali ep realizzati percuotendo pelli di ornitorinco, i nostri eroi si sono buttati sul mentale: hanno allestito varie session in cui rapivano amici e conoscenti, li ponevano in uno stato di deprivazione sensoriale (no luce, no rumori…), comunicavano loro telepaticamente le idee che dovevano stare alla base di questo nuovo album – sì avete letto bene: “comunicavano telepaticamente” – e oplà, alla fine dell’atipico procedimento raccoglievano spunti e idee dai poveri segregati (o, più misteriosamente, trascrivevano gli stimoli mentali partoriti da queste complicate sedute).

Ci sarebbe da essere preoccupatissimi, a immaginare cosa potrebbe venire fuori da un modus operandi del genere. Di sicuro qualcosa di molto palloso, a scanso di equivoci. Ma è anche vero che il Ganzfeld EP uscito un paio di mesi fa come anteprima di questo ritorno matmosiano era fra le cose migliori che Daniel e Schmidt avessero mai prodotto, annunciandoli così in grandissima forma. In effetti The Marriage Of True Minds è l’esatta mediana di queste due considerazioni contrapposte. Ha momenti di altissima classe, vedi l’iniziale You, così come ha parti inutilmente onanistiche e/o cervellotiche, soprattutto nella sua seconda metà. Il giudizio finale comunque scavalla con decisione la sufficienza: un po’ perché l’approccio mentalistico (psicotico?) si sente veramente, in alcune soluzioni soprattutto di struttura, mixaggio ed equalizzazione, ed è una cosa tra il divertente e l’affascinante; un po’ perché i Matmos restano e si confermano molto, molto bravi. Quando vogliono. Quando non si fanno prendere la mano da se stessi. Però, ecco, è anche vero che chieder loro di non farsi mai prendere da un gioioso autocompiacimento è come invitare Berlusconi a limonare con la culona inchiavabile.

Pubblicato sul Mucchio 703

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