Da circa venticinque anni, ovvero dal Black Album del 1991, i Metallica sono una band che procura solo reazioni estreme: conati di vomito, ira e pressione alta fra coloro che non ne hanno mai voluto accettare le trasformazioni; orgasmi, estasi e allucinazioni lisergiche fra chi invece ha continuato a seguirne il verbo. La verità è che Hetfield e soci ci hanno messo del loro con forzature (Load e Reload), disastri (St. Anger), cadute di stile (Garage, Inc., Death Magnetic) e collaborazioni raccapriccianti (quella con Lou Reed in Lulu), ma l’uscita di un loro nuovo disco è sempre un evento, piaccia o meno, ancor più se con premesse importanti. Sì, perché Hardwired… To Self-Destruct non sarà certo un album della svolta, non aggiungerà nulla né alla discografia dei Metallica né tantomeno al mondo del metal, ma è un buon lavoro. Semplicemente e onestamente un buon lavoro, che vede i Metallica essere se stessi senza pensarci troppo su. Mancano momenti che spezzano la tensione e ciò in fondo fa bene alla scaletta, che prosegue dritto per i suoi 77 minuti di durata a partire dal thrash d’annata della quasi title track, passando per profonde puntate sabbathiane (Dream No More, ManUNkind, Am I Savage?), una ballad scurissima (Halo On Fire), un omaggio al compianto Lemmy e ai suoi Motörhead (Murder One) e una traccia conclusiva che fa dell’ossessività un baluardo (Spit Out The Bone, pezzo migliore del lotto insieme a Moth Into Flame).

Il lavoro è un doppio, il che forse deconcentra un po’ dall’ascolto, ma ciascuno dei due supporti riesce a mantenere il livello seppur in modo diverso (più tirato il primo, più compassato il secondo). Come da molto tempo a questa parte la prolissità è diventato il vero problema dei Metallica (al pari della batteria di Ulrich, che qui però esegue il compitino), compattando il tutto i Four Horsemen avrebbero probabilmente fatto ancora meglio, ma in ogni caso Hardwired… rischia davvero di mettere nuovamente d’accordo vomito e orgasmi, ira ed estasi. E non è poco.

Commenti

Ultime recensioni Musica
LoyleCarner-YesterdaysGone-3000x3000_600_600
Loyle Carner

Yesterday's Gone

8.5

Guardandola attraverso i suoi video, l’esistenza che racconta Loyle Carner vi sembrerà di averla già vista vivere...
thexx-iseeyou
The xx

I See You

9

Non hanno rivali, oggigiorno, negli ascolti da cameretta delle ragazze e dei ragazzi: la “generazione xx”. C’è...
baustelle cover-album
Baustelle

L'amore e la violenza

8

Preparatevi: è un album fuori di testa, L’amore e la violenza. Come oggigiorno manda fuori di testa...
jaar
Nicolas Jaar

Sirens

8.5

Frutto di un’elaborazione sofferta, e perciò non facile all’ascolto, il secondo album “ufficiale” del 26enne produttore newyorkese,...
romare
Romare

Love Songs: Part Two

8

La scorsa estate ho trascorso qualche giorno a Parigi in compagnia di un’amica, abbiamo visitato il Centro...
fiori
Alessandro Fiori

Plancton

8.5

“Ma il sole rimane dietro”, recita lo spettrale semi-ritornello di Aaron, brano introdotto dalle dichiarazioni dell’attivista informatico...
soft hair
Soft Hair

Soft Hair

7.5

La collaborazione tra Sam Dust e Connan Mockasin ha origini lontane, quando nel 2010 l’ex cantante dei...
new gen
AA. VV.

New Gen

6

Caroline Simionescu-Marin, la ventunenne editrice della webzine inglese grmdaily.com, ha impiegato ben nove mesi per assemblare i cocci...
edible woman
Edible Woman

Daunting

6

Dopo la confusione fatta sul numero attualmente in edicola, dovuta tanto alla poca chiarezza del press sheet, quanto...
BookletJEWELDBOX(4pagg)-xSito.cdr
Fabio Bliquo

Controsensi

6.5

“Volevo comporre una meditazione sul delirio e sulla follia insita nei nostri comportamenti quotidiani”. Con questa intenzione...
frank-ocean-blond-compressed-0933daea-f052-40e5-85a4-35e07dac73df
Frank Ocean

Blonde

8

È strano. Perché Blonde, uno dei dischi più attesi degli ultimi anni, sfugge a tutte le traiettorie...
Let_Them_Eat_Chaos_Kate_Tempest_Album_Cover_Final_grande
Kate Tempest

Let Them Eat Chaos

8.5

“Through the hallway, ancient wallpaper, nicotine gold, up the stairs, rickety, here, in the top flat, flowers...
sbr161-jennyhval-1440
Jenny Hval

Blood Bitch

8

In un’intervista data questa estate, con la stessa cruda onestà con cui lavora ai propri album, Jenny...