mien mien
MIEN

MIEN

Rocket
6.5

Abbiamo ormai perso il conto dei “supergruppi” formati da membri di diverse band che popolano lo scenario nazionale e internazionale, per molti motivi uno dei segni dei tempi discografici che viviamo, ma scorrendo la line-up dei MIEN è difficile non fare anche solo un piccolo, impercettibile balzo sulla sedia. Quattro lettere, quattro membri e quattordici anni per mettere assieme tutti i pezzi di un percorso avviato con l’incontro, al solito casuale ma infine produttivo, tra Rishi Dhir (oggi negli Elephant Stone, un tempo elemento aggiunto nei live dei Brian Jonestown Massacre) e Alex Maas dei Black Angels sul palco del SXSW di Austin. Era il 2004 e, nonostante una vera e propria collaborazione stentasse a decollare, i due erano rimasti in contatto, fino a quando nel 2012 Dhir veniva chiamato a suonare il basso negli “angeli neri” texani nel corso di un tour a braccetto coi The Horrors. L’adesione di Tom Furse, bassista di questi ultimi, a un progetto fino ad allora rimasto solo sulla carta era l’ultimo passaggio di un lungo inseguimento all’idea di una band compiuta, una band che di fatto già contemplava anche John-Mark Lapham dei The Earlies, ennesima formazione con la quale Dhir aveva avuto modo di collaborare.

L’omonimo debutto prende non a caso il via sulle note del sitar suonato dallo stesso Dhir, che come s’è capito è un po’ il deus ex machina dell’intera operazione, ma – com’era tutto sommato prevedibile – il disco è molto libero a livello stilistico: più un patchwork delle rispettive tecniche che un’effettiva sintesi. Earth Moon, che apre e chiude l’opera per un totale di oltre dieci minuti, si assesta su coordinate orientali in un soffice freak pop alla Kula Shaker. Maas ci mette del suo in una (I’m Tired Of) Western Shouting che riporta a quei miraggi desertici che negli anni ha saputo mirabilmente evocare. Allo stesso modo, è la mano di Furse a guidare il notturno sintetico di You Dreamt, dal retrogusto suicideiano, e ancora più una Now It’s Over dalla vena più spiccatamente psichedelica. Più si va avanti con la tracklist, tuttavia, più la formula assume connotati autoctoni. Hocus Pocus è il momento più collaborativo dell’album, un’evocativa ballad contaminata da rintocchi elettronici. Other è il viaggio spaziale che non ti aspetti, un numero ancor più radicale rispetto a quanto fatto da Sufjan Stevens e soci per Planetarium.

L’approdo melodico, a suo modo (alt-)pop di Odessey arriva in fondo alla scaletta come a testimoniare quali potrebbero essere le potenzialità di una formazione che invece in più passaggi sembra procedere con il freno a mano tirato, senza lasciarsi andare del tutto. E del resto è difficile immaginare come i rispettivi impegni dei membri, uniti a un modus operandi finora a dir poco lento, possano far convergere maggiori sforzi in direzione dei MIEN. In attesa di saperne di più – ovviamente, senza alcuna fretta – questa opera prima resta un discreto, a tratti interessante esito di un’unione di intenti dalla quale era ed è ancora lecito aspettarsi di meglio.

Pubblicato sul Mucchio Selvaggio n. 765

Commenti

Ultime recensioni Musica
FJM_GodsFavoriteCustomerCover
Father John Misty

God’s Favorite Customer

6.5

Con il quarto album a nome Father John Misty torna Josh Tillmann, l’autore di canzoni californiano già...
R-11909640-1524565190-8346_1525264924
Iceage

Beyondless

9

Diciamo pure che avevo bisogno di un disco del genere, in sintonia con il cattivo umore che...
Beach-House-7-LP
Beach House

7

8

La magia nei dischi dei Beach House non è mai venuta meno. È questo il miracolo attuato...
0602567364351_0_0_0_75
Sons Of Kemet

Your Queen Is A Reptile

8

Gli egizi chiamavano il loro paese Kemet, cioè “terra nera”, traendo spunto dal limo scurissimo rilasciato dalle...
doc160.ryleywalker.deafman.fc_.1600-1519762445-640x640
Ryley Walker

Deafman Glance

8

Confesso di non riuscire a definire con precisione la musica di Ryley Walker. Lo trovo, l’americano, sprecato...
mien mien
MIEN

MIEN

6.5

Abbiamo ormai perso il conto dei “supergruppi” formati da membri di diverse band che popolano lo scenario...
DRINKS
Drinks

Hippo Lite

7

Cate Le Bon lo aveva dichiarato tre anni fa: “Nelle interviste ti fanno sempre domande tipo ‘Quale...
mouse on mars cover
Mouse On Mars

Dimensional People

7.5

Uh, vedi un po’: i Mouse On Mars abbandonano le sponde discografiche che recentemente li avevano visti...
a toys orchestra LUB-DUB
…A Toys Orchestra

Lub Dub

7

Mentre là fuori l’indie italiano continua a scalare con risibile facilità le vette delle classifiche tricolori, gli...
CS672934-01A-BIG
Jonathan Wilson

Rare Birds

6

Che cosa non funziona in questo album di Jonathan Wilson? Formalmente, nulla.Alla sua nuova uscita, il songwriter...
Mount Eerie- Now Only
Mount Eerie

Now Only

8.5

A un anno esatto dallo splendido A Crow Looked At Me, Phil Elverum costruisceintorno alla scomparsa, all’eredità...
preocupations
Preoccupations

New Material

8

Nonostante qualche intoppo presentatosi subito sul cammino (il cambio di nome da Viet Cong a Preoccupations, a...
Baustelle 2018
Baustelle

L’amore e la violenza vol. 2

8

“Dodici nuovi pezzi facili”, recita il programmatico sottotitolo dell’ottavo album in studio di Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi...
David-Byrne-cover
David Byrne

American Utopia

7

L’album più atteso dell’inverno, o quasi. Il “mezzobusto” non ne confezionava uno a suo nome dall’epoca di...
suuns-felt-e1515742982651
Suuns

Felt

8.5

Dal momento in cui ho deciso di occuparmi di Felt, rifletto su quante altre band, nell’ultimo decennio...