SONGS FROM THE BEEHIVE
Smallville/Audioglobe

È abbastanza stupefacente vedere da qualche anno a questa parte il successo prima di tutto numerico (numero di uscite discografiche, numero di persone che vengono agli eventi live) di ciò che è definibile come minimal techno. Si sprecano tonnellate di inchiostro e di post sulle message board per gruppi indie rock che poi fanno centocinquanta paganti, non accorgendosi che Hawtin e Villalobos raccolgono migliaia e migliaia di persone a trenta euro al biglietto, ma anche dj semi-oscuri riempiono sempre i club, basta che ci sia appiccicato addosso il marchio minimal. Un mistero. Anche perché di per sé la techno minimale non è una musica facile e immediata: è (dovrebbe essere) cerebrale, complessa, altera ed esigente con chi ascolta. Vuole invece il caso che sia diventata un agevole playground per chi vuole ritmo e basta per il proprio divertimento (e per i propri consumi stupefacenti). Il risultato, è prevedibile, è un’inflazione di uscite discografiche che va di pari passo con la caduta verticale del tasso di qualità ed originalità.
“Songs From The Beehive” è invece la perfetta esemplificazione di cosa la minimal techno sarebbe tenuta ad essere. Che uno dei suoi due artefici sia Move D, uno che è sempre stato nell’ombra ma ha regalato più di dieci anni fa pietre miliari assolute come l’album “Kunststoff” o le collaborazioni con Pete Namlook, rende il tutto ancora più interessante – uno degli artisti che meno ha ottenuto rispetto al proprio talento, in un mondo dove oggi stanno assaporando grassi dividendi molti dj e produttori che hanno poca qualità e solo la furbizia (…il deplorevole cinismo?) di spremere il più possibile dal trend del momento. Dinamiche calibrate al millimetro, sospensioni aeree, detriti semitrasparenti, citazioni in filigrana, narratività dilatate. Una vera delizia, che fa riappacificare gli intenditori e amanti della techno con l’attitudine minimale, mentre ai neofiti e agli agnostici spiega quali sono i risultati artistici a cui con essa si dovrebbe tendere.

 

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