PEEPERS
Leaf/Goodfellas

Poco noti da queste parti, in Inghilterra i Polar Bear sono considerati stelle di prima grandezza della scena post-jazz. Anzi, in occasione dei BBC Jazz Award del 2004, che i Nostri – all’epoca esordienti – si sono aggiudicati come miglior gruppo, c’è chi si è spinto a definirli “la cosa più eccitante accaduta alla musica britannica di oggi”. I ragazzi sono finiti pure, l’anno successivo, a dimostrare l’ampiezza del bacino d’utenza potenziale, tra le nomination del Mercury Prize vinto da Antony. Arrivata con Peepers al quarto album e approdata su Leaf, la band guidata dal batterista Sebastian Rochford (completano la line up i sax di Pete Wareham e Mark Lockheart, il contrabbasso di Tom Herbert, la chitarra e l’elettronica di Leafcutter John), chiarisce a tutti quanto la precoce fama sia meritata, sfoderando un eclettismo e un rigore – meglio, una focalizzazione delle proprie ambizioni – che non si vedeva all’opera da quando il migliore post-rock degli anni No – vanta non faceva struggenti dichiarazioni d’amore al jazz più elettrico e inquieto di vent’anni prima. Se pure il quintetto ricorda per certi versi quella attitudine aperta, tiene nella manica un notevole asso: la disinvolta capacità di muoversi sul filo sottile che separa lo scompaginare e ricombinare le forme da una compostezza elegante e classica. L’ensemble risulta credibile in entrambi i settori, mettendo sul piatto svisate free, ostinati ritmici di lontana ascendenza krauta (la chitarra sferragliante e il perenne stato di allarme alimentato dal ritmo della batteria nella introduttiva Happy For You), incespicanti fratture con squarci lirici (Drunken Paraoh), ma anche l’elegia stringibudella di The Love Didn’t Go Anywhere, degna delle più rarefatte malinconie radioheadiane, disinvolti ballabili in levare (la title track) e dub da fanfara balcanica con lontani echi di Red Snapper (Hope Every Day Is A Happy New Year). Sguardo ampio, adattabilità estrema e un’impronta unica danno come risultato un ottimo disco.

tratto dal Mucchio n°668

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