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Rodrigo y Gabriela

9 Dead Alive

Rubyworks/Cooperative
8

C’è qualcosa in Rodrigo y Gabriela che mi fa sempre pensare al deserto, atmosfere da Rodriguez, tarantole che fuggono su distese di sabbia arroventata. Non si tratta solo di virtuosismi e un continuo, sfrenato citazionismo: alla maniera di band come Calexico e Tito and Tarantula, il pregio maggiore del duo messicano è quello di riuscire a ricreare su dodici corde un immaginario cinematografico potentissimo.
9 Dead Alive ricorda i Rodrigo y Gabriela delle origini nell’entusiasmo genuino con il quale i chitarristi si approcciano allo strumento, ma si tratta di un lavoro più maturo e personale, dalla struttura più complessa. Ogni traccia è volta a celebrare un personaggio storico diverso – non mancano all’appello Eleonora d’Aquitania in La Salle des Pas Perdus e Fedor Dostoevskij in The Russian Messenger. Come sempre, parliamo di un botta e risposta tra i due che si rincorrono ferocemente in scale, riff, richiami al flamenco e una ritmica serrata, senza dimenticarsi di ciò che da sempre li ha ispirati maggiormente: il metal. La cosa più buffa è che ancora una volta Rodrigo y Gabriela sono riusciti a confezionare un disco genuino, piacevole ed elegante pur servendosi di soluzioni a volte grezze e prevedibili; il trucco è quello di lasciare perdere ogni elucubrazione e, semplicemente, fermarsi ad ascoltare.

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