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Ryan Hemsworth

Guilt Trips

Last Gang
7.5

Fino a ieri Ryan Hemsworth era qualcosa a metà strada tra una promessa ancora da mantenere e uno di quei prodotti del sistema americano pompati sempre un po’ più del necessario. L’album del 2011 con Shady Blaze era un buon lavoro di hip-hop & producing ma l’aveva fatto notare quasi soltanto in patria, mentre gli ep successivi lo hanno visto sbocciare come giovane da seguire tanto su “Pitchfork” quanto su “RA”, sebbene non risparmiassero momenti sul facilotto andante. Meno male dunque che è arrivato Guilt Trips, a cancellare tutto con un colpo di spugna e a illuminare finalmente le abilità del produttore canadese: la musica ha trovato la propria identità, i beat sanno dare vita a mood e attese significative, fanno figura anche da soli quando parlano la lingua di Jamie XX, Rustie e soci, come d’altronde restano accompagnamenti azzeccati quando si abbinano alle classiche voci R&B. Un doppio passo molto gustoso: ci sono sia le armonie cantate (One For You su tutte) che i virtuosismi del beatmaker con eterogenea ricerca ambient annessa (finanche ricercatezze esotiche come in Yaeko Mitamura Is Lonely o approcci soundtrack da manuale, vedi Ryan Must Be Destroyed). E scorre tutto così liscio che il disco lo ascolteresti anche una quarantina di volte, il che di questi tempi lo rende già una mezza rarità.

 

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