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Ryley Walker

Golden Sings That Have Been Sung

Dead Oceans/Goodfellas
7

Nel 2015 Ryley Walker ha quasi raddoppiato il numero di concerti all’attivo rispetto al 2014 (Dead Oceans parla di 200 date live), segno evidente che qualcosa si sta muovendo. Next big thing, lo chiamerebbero gli inglesi, almeno a giudicare dalla buona accoglienza riservata a un Primrose Green uscito lo scorso anno (la rivista britannica “Uncut” lo ha premiato con un 9) che ha posizionato il musicista sulla mappa di un revival folk libertino nelle geometrie quanto intrigante nei suoni. Quel disco rivelava le passioni musicali dell’artista americano: un mix consapevole di Van Morrison e Tim Buckley – senza purtroppo avere le stesse doti vocali dei due – in bilico tra atmosfere jazzate e psichedelia applicata al folk. Ci è poi capitato di vedere Walker suonare dal vivo, e l’impressione che ne abbiamo tratto è che sia un appassionato cultore di quei suoni, abile nel maneggiarli con una certa perizia, ma forse non ancora abbastanza brillante per trasformarli con originalità in grandi canzoni (come ad esempio fa, in altri frangenti, Laura Marling). La sua è una musica allusiva per quanto perfezionista, che procede per variazioni di arpeggi e colore anche nel nuovo Golden Sings That Have Been Sung. L’album conferma la caratura di un artista che recupera l’ambito sonoro del disco precedente – Sullen Mind è ancora Tim Buckley, I Will Ask You Twice rimanda a Van Morrison – barattando però la nobile didascalia con uno scarto stilistico determinato anche dalla produzione artistica di LeRoy Bach, già multi-strumentista nei Wilco. Il nuovo lavoro mostra un mood più americano, tanto che la ricchezza armonica di un brano come The Half Withint Me fa pensare a una versione folk dei medesimi Wilco, mentre episodi come Funny Thing She Said sfarfallano un blues allentato e di grande eleganza. Ed è proprio l’eleganza la dote migliore di Walker, base di un artigianato di ottima fattura e retto da grandi doti da chitarrista che solletica deliqui e abbandoni, pur sfiorando soltanto la catarsi.

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