VALDAZZE
Goodfellas

Valdazze è un sogno: quello del forlivese Silvio Giorgetti, che in tale sperduta località dell’Appennino aretino volle realizzare negli anni 60 una sorta di villaggio della musica, abitato da cantanti e artisti. Il progetto è poi naufragato e oggi Valdazze è poco più di un borgo abbandonato, a testimoniare un’utopia morta sul nascere ma senz’altro affascinante. Appropriato che a portarne avanti il ricordo – nel titolo e in un brano del suo secondo disco alla guida “dell’orchestra flessibile” Saluti da Saturno – sia Mirco Mariani (Mazapegul, Daunbailò, Vinicio Capossela), uno al quale la definizione di “sognatore” calza a pennello. E che ancora una volta si diverte a rileggere la tradizione della canzone tricolore con tocco leggero e personale, facendo proprie le lezioni dello stesso Capossela, dei Calexico e di Tom Waits e servendosi del solito armamentario di strumenti che ammaliano fin dal nome (dulcitone, cristallofono, glassarmonica, ondioline, optigan). E così, ascolto dopo ascolto, ci si ritrova quasi senza volere a camminare tra le strade di questo paesino incantato, con gli occhi pieni di meraviglia e le orecchie piene di suoni e voci senza tempo e quindi immortali, ricoperti da un sottilissimo strato di polvere e insieme tirati a lucido. Una romantica perla di pop d’autore capace di coniugare accessibilità, spessore e ricerca sonora.

Tratto dal Mucchio n°693

 

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