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Savages

Adore Life

Matador/Self
9

Parte come una mina, Adore Life. Con quel primo singolo, The Answer, che è un muro di suono sul quale chi ascolta sbatte subito la faccia, una frustata che contrappone amore e follia mandando affanculo le vie di mezzo. Il quartetto inglese ha imparato a definire maggiormente il proprio sound rispetto al già tellurico debutto di tre anni fa, Silence Yourself: sentite l’audacia vocale di Jehnny Beth, sentite le linee di chitarra elaborate da Gemma Thompson – fulgide e capaci di fissarsi nel cervello mandandolo in cortocircuito immediato – oppure la prepotenza dell’apparato ritmico costituito da Ayse Hassan e Fay Milton, che trascina i brani per un collo di groove impossibile da tenere al guinzaglio. Ma è la qualità delle composizioni a essere confermata oltre ogni più rosea aspettativa: sia da un punto di vista puramente musicale, poiché il dark punk delle signorine macina a super velocità e allo stesso tempo sfodera soluzioni di gran classe, come in un incrocio fra Sleater-Kinney e Swans, sia in una prospettiva contenutistica, in virtù dei testi della Beth, spesso e volentieri ai livelli del Nick Cave più conturbante e pericoloso.

Provate e resistere all’inno al cambiamento anticonformista di Evil, alla progressione provocante di Sad Person, al passo sinuoso di Slowing Down The World (“You are horny all the time / And darling it’s not a crime”), alla cacofonia di una I Need Something New nata durante un’improvvisazione dal vivo, alla rapidità infettiva di When In Love, alla vibrazione futuristica di una Surrender che cola miele da ogni distorsione o alla brutalità altalenante di T.I.W.Y.G.. Poi, ecco due torch song da manuale: Adore e Mechanics, semplicemente sublimi in arrangiamento e spessore lirico. È tutto un mix di violenza e sensualità, elettrico ed elettrizzante. Le Savages ci insegnano che è ancora possibile eccitarsi per la musica rock, che è ancora possibile identificarsi nella musica rock. E, a questo punto, senza voler esagerare, entrano direttamente nel registro delle grandi band della nostra epoca.

(ampio servizio di copertina sul numero 738 del Mucchio, attualmente in edicola)

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