TEMPORARY PLEASURE
Wichita-Coop/Self

La storia era divertente: un gruppo inglese ormai bollito salvato per caso dal remix di una coppia di anonimi tizi francesi. Ora però non c’è più nulla da ridere: gli anonimi tizi francesi sono diventati delle star planetarie e hanno pure preso a tirarsela (e a fare dei concerti di una retorica fastidiosamente tronfia) mentre i Simian, una volta sfuggiti alla bollitura+estinzione, hanno scoperto una vocazione dance (eh?!), aggiungendo pure Mobile Disco alla ragione sociale, gesto un po’ didascalico un po’ paraculo, come a dire “sì, dichiariamo quello che stiamo facendo!”. È che certa dance, un po’ house un po’ anni 80, tira, rapisce il cuore di chi ascoltava fino a poco tempo fa solo indie rock e ora invece, toh, non può fare a meno del tremendismo dance digitale. Senza girarci attorno: “Temporary Pleasure” puzza di opportunismo lontano un miglio. La presenza di una prestigiosa batteria di ospiti alla voce (Beth Ditto, Alexis Taylor degli Hot Chip, Jamie Lidell, Gruff Rhys, Telepathe) acuisce la sensazione che a ‘sto giro si pensi prima di tutto ai lustrini, e quindi a passare all’incasso. Tanto chiasso e poco cuore insomma, tanta cassa in quattro ma poca reale “nobiltà dance”. È il disco di gente che ha scoperto l’elettronica l’altro ieri e che ha visto che nei club ti diverti, bevi, guadagni, cucchi senza fatica. Finché dura la moda però; finché non gira il vento.

 

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