SL
Sky Larkin

Motto

Wichita
6.5

Il terzo album della band di Leeds è un interessante esperimento di ricerca di se stessi. Preso in sé e per sé, nel vuoto pneumatico, è un album più che piacevole, ricco di energia e puntellato da brani solidi, in cui i pochi momenti di stanca sono prontamente superati da nuovi impeti di slancio. Se lo si prova a collocare nel suo angolo di mondo, invece, Motto si presenta come un album “di formazione”: un percorso sonoro in cui il trio inglese con lo sguardo rivolto all’America cerca di trasformare un cocktail di influenze importanti in qualcosa di proprio, di originale… senza riuscirci. Finora siamo ancora a un terzo di Sleeper, un terzo di Cure di The Top e un terzo di Pavement, con una spruzzata di vocalizzi alla Karen O quando si sente il bisogno di un cambio di ritmo. Niente che renda l’ascolto di Motto meno godibile, per carità; è solo che la sensazione dominante è quella di una band molto in gamba nel cavalcare le onde degli altri, piuttosto che nel crearne una propria. Il guitar rock è un mondo affollato, un vagone su cui è facile saltare in corsa ma anche in cui è facile perdersi negli angoli più anonimi. Gli Sky Larkin confermano, con questo lavoro, di essere delle facce che valga la pena tenere d’occhio. Ma lasciano anche la sensazione di avere ancora una volta trovato una scusa per rimandare l’esame.

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