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Smith Westerns

Soft Will

Mom+Pop/Pias
7

Dopo un esordio low profile decisamente immaturo e una seconda uscita riuscitissima come Dye It Blonde, piccolo album tanto valido quanto acclamato, la band di Chicago torna con un lavoro che è, soprattutto, quello della svolta. Soft Will cementa più che mai le dichiarate origini musicali del gruppo, profondamente radicate negli anni Settanta, e cede per gran parte il passo a una certa classicità antigiovanilistica. La cifra inglese si fa strada tra i consueti momenti di puro power pop. C’è tanto brit pop in questo disco, tanta energia british, a partire dal pezzo che apre l’album, 3 A.M. Spiritual, che finisce senza remore in un vortice beatlesiano. Allo stesso modo riecheggiano i T-Rex, e tra una eco dei Pink Floyd dalla psichedelia più dilatata (XXIII) e una ballad come White Oath la chitarra sfiora molto spesso vette di glam rock. Se Only Natural ci riporta alla bellissima Mardy Bum di lontani Arctic Monkeys, l’album volge a una decisiva maturità stilistica avvalendosi, ancora una volta, della presenza registica di Chris Coady (già, tra gli altri, con Beach House, Blonde Redhead, Grizzly Bear…). Soft Will si culla nel passato, sovente nello schema classico di un giro di DO ripetuto che ci riporta a qualche telefilm, al ballo di fine anno, a un tempo in cui Phil Spector era un chiodo fisso, un tempo che, è chiaro, non è mai abbastanza.

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