The Age Of Adz
Asthmatic Kitty/Goodfellas

C’è stato un momento in cui la creatività e la prolificità di Sufjan Stevens sembravano talmente inarrestabili da far credere che il progetto dei cinquanta dischi per cinquanta stati americani potesse essere effettivamente realizzabile; poi, però, di punto in bianco qualcosa è cambiato, e dal 2005 a oggi lo statunitense si è dedicato soprattutto ad attività in qualche modo collaterali (produzioni, collaborazioni, sonorizzazioni). Fino a quando, lo scorso agosto, è comparso in Rete – ma è prevista entro l’anno anche una sua versione fisica – il lungo ep “All Delighted People”, seguito nel giro di poche settimane da questo nuovo, atteso album.
In un certo senso, “The Age Of Adz” rappresenta il lavoro più coraggioso e difficile dell’artista, che per l’occasione ha voluto spingere il proprio spumeggiante pop orchestrale in una direzione diversa, ibridandolo e “sporcandolo” quanto più possibile con l’elettronica. Spesso infatti i brani nascono da battiti robotici, tappeti di tastiere o sintetizzatori al limite del rumore, per poi progressivamente umanizzarsi grazie a melodie ariose e all’uso massiccio di archi, fiati e cori. Lo stile compositivo, in sostanza, è lo stesso dei vari “Michigan” o “Illinoise”, ma con la differenza che ora convive con una fortissima componente sintetica, inizialmente straniante ma destinata col tempo a rivelarsi quantomai gustosa, a patto di non avere del tutto in odio certe “kitscherie” anni 80. Pur con qualche eccesso e caduta di tono, se il programma terminasse alla decima canzone staremmo qui a parlare di un ritorno pienamente soddisfacente, o quasi. E invece, a chiudere il discorso vi sono i venticinque minuti di “Impossible Soul”, sorta di disco dentro il disco in cui momenti di celestiale perfezione pop si alternano ad abissi inenarrabili di cattivo gusto (e un auto-tune da lavori forzati) che fanno inevitabilmente ritoccare il giudizio verso il basso. Perché anche il genio più puro, senza senso della misura, può farsi prendere la mano e combinare pasticci.

tratto dal Mucchio n°675

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