FIRE ESCAPE
Smalltown Supersound/Family Affair

“Quando partiamo in tour, non sappiamo mai quale sarà l’organico del gruppo fino al momento in cui ci chiudiamo dentro il furgone e ci incamminiamo verso la prima data. Abbiamo una lunga storia di ossa rotte, voli perduti, case in fiamme e passaporti persi. Ci siamo abituati”: praticamente, una dichiarazione programmatica. La musica che fa questo gruppo capitanato da Robert Thomas e John Moloney rispetta fedelmente l’attitudine di cui sopra. Sunburned Hand Of The Man è l’evoluzione più educata ma anche più bizzarra di quelli che erano inizialmente gli Shit Spangled Banner, ed è un nome che viene associato regolarmente all’ondata del nuovo american weird folk. Nulla di strano che ci siano delle affinità elettive con Kieran Hebden, alias Four Tet, che in “Fire Escape” viene incorporato nel gruppo e ha carta bianca in sede di studio di registrazione nell’assemblare e mixare quanto suonato. Il risultato più che folk diventa allora vicino ai Can, col pulsare del basso di Thomas a fare spesso da perno attorno a cui ruotano stranezze, rumori, voci (la title track o “Nice Butterly Mask”), mentre in altri casi (“The Wind Has Ears”, “What Color Is The Sky In The World You Live In?”) si sta sospesi tra caos psichedelico da trip paranoide ed esili affreschi di piano. Disco indubbiamente sconclusionato, ma interessante.

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