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The Chemical Brothers

Born In The Echoes

Virgin EMI/Universal
8

Diciamolo chiaramente: il sospetto era che questo disco fosse giusto un pretesto per poter dire “OK, ora torniamo in tour”, e via a raccogliere un’altra messe di applausi e fatturati. Non lo diciamo con acrimonia, eh: i Chemical dal vivo sono una delle cose più eccitanti che si possano beccare in giro live, già da anni, ma pure a livello di output musicale non hanno mai deluso. Però, ecco, a un certo punto l’impressione era che si andasse avanti un col pilota automatico, trovando diverse declinazioni di una ricetta ben fissa e determinata (e ancora in grado di offrire prelibatezze e colpi ben assestati, certo). Che Born In The Echoes fosse poi presentato, come singolo in anteprima, da Go faceva sospettare il peggio: della serie, “Aoh, Galvanize ha funzionato, famo una cosa simile e passa la paura, lo senti tu Q-Tip se è libero dopodomani per incidere la voce?”. Anche la traccia d’apertura (Sometimes I Feel So Deserted), per quanto decisamente ottima e potente, era comunque qualcosa che andava sulla falsariga di, per dire, Horse Power. La presenza di featuring sfiziosi sulla carta ci lasciava un po’ indifferenti, e in effetti la traccia con S.Vincent (Under Neon Lights) e quella con Beck (Wide Open) sono i momenti meno convincenti dell’album, lontani mille miglia dai fasti di una Out Of Control con Bernard Sumner.

Eppure? Eppure, i Fratelli c’hanno spiazzato e hanno spazzato via la nostra sufficienza con un lavoro che a un certo punto prende delle pieghe pesantemente – e meravigliosamente – psichedeliche. Reflexion, Taste Of Honey e la title track sono un trittico pazzesco, messe una dietro l’altra; ma anche I’ll See You There è fenomenale, capace com’è di sviluppare in modo ancora più lisergico il discorso di una Let Forever Be. Insomma: molto, moltissimo in più di quanto potevamo aspettarci. Non solo un buon disco, anzi, un gran disco, ma un disco dove i due esplorano nuovi territori, dimostrano una vitalità artistica totale, rara. Altro che pilota automatico. Qua è puro delirio da acid test senza rete. Bellissimo.

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