MA FLEUR
Ninja Tune/Family Affair

Metti il cd nel lettore, e ti chiedi se per distrazione non hai sbagliato qualcosa: parte To Build A Home, ed è uno dei migliori pezzi mai fatti da Antony & The Johnsons. Davvero. Peccato che non ci siano né Antony né i Johnsons; al loro posto, Jason Swinscoe e la sua navicella cinematica, impreziosita dalla scoperta del canadese Patrick Watson, una voce che è in tutto e per tutto quella del suo ben più famoso collega, sfumature comprese. Setta subito il tono, questa apertura: perché l’intero Ma Fleur è una lunga, suggestiva, malinconica elegia acustica, speziata sì di jazz, ma solo speziata, nulla di più. Per il resto, viene in mente Nyman (Prelude, Into You), viene in mente il lavoro ai fiati di Oliver Lake per Björk in Debut (la title track), viene in mente – facciamo il paragone con un lavoro italiano – il recente bellissimo disco da solista di Egle Sommacal per sola chitarra acustica (Music Box). Certo, alcuni momenti sono tipicamente Cinematic Orchestra, nello specifico quelli con Fontella Bass alla voce, ovvero Familiar Ground e Breathe: ma, per dire, Breathe è da un lato un perfetto corrispettivo di Evolution, la miglior traccia del precedente Every Day, un corrispettivo però sussurrato, trattenuto, esattamente come sussurrato e trattenuto è tutto l’album. Un album comunque molto bello. Impreziosito da una partecipazione vocale di prestigio come quella di Lou Rhodes in Time And Space e, più in generale, anche coraggioso nel cercare cocciutamente la suggestione malinconica, senza alzare mai i toni e cercare facili effetti speciali. Swinscoe si conferma produttore di rara eleganza, anzi, in tal senso progredisce ulteriormente dal punto di vista tecnico (sentire come ha inserito un frammento di chitarra di Egberto Gismonti in Child Song, ad esempio). Magari Ma Fleur non soddisferà chi vuole un ascolto d’impatto, ma di sicuro entrerà nelle case e nei cuori di chi sa concedersi, di tanto in tanto, il tempo di rilassarsi, immalinconirsi, svanire negli spazi tra una nota e l’altra.

(Recensione tratta dal Mucchio n.634 – Maggio 2007)

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