The Early Years
Radio Fandango/Edel

Molto è cambiato dal gennaio 2006, quando The Early Years pubblicarono il primo singolo: la line-up, innanzitutto, giacché ai talentuosi David Malkinton e Roger Mackin si è aggiunta una sezione ritmica niente affatto trascurabile; gli obiettivi, poi, visto che la psichedelia virata verso l’indie dei londinesi – immaginate un supergruppo Spacemen 3/Midlake – ha dato frutti, anche in termini di vendite, tutt’altro che trascurabili. Il livello del loro omonimo debutto, in effetti, è superiore (di molto) alla media e conquista sin dal primo ascolto: ci sono sprazzi di purissimo intimismo (“Brown Heart”, ballata elettrica di diafana e introspettiva bellezza, “This Ain’t Happiness” e “Song For Elizabeth”, percussioni soffici e voce vellutata) ed altri (“The Simple Solution”) in cui l’eco lontano del feedback e delle distorsioni – sempre, per la verità, tenute sotto controllo, in modo che l’improvvisazione non prenda il sopravvento – riporta alla metà degli Ottanta, quando erano i Jesus & Mary Chain a dominare la scena. Qualche strumentale più in odore di post new-wave che di kraut-rock (“Musik Der Fruhen” Jahre, nonostante il titolo, mostra pochi punti di contatto con Neu e Can) colora il tutto per un risultato assai incoraggiante.

(Recensione tratta dal Mucchio n.640 – novembre 2007)

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