Broken Boy Soldiers
Xl/Self

Confluenze e suggestioni: di questo si nutre “Broken Boy Soldiers”. Di affinità lontane eppure – creativamente – entusiasmanti. Si tratta di un lavoro già ampiamente annunciato, dell’incontro fra Brendan Benson, Jack White, Patrick Keeler (batteria), Jack Lawrence (basso) per la fondazione dei Raconteurs: non tanto un supergruppo, quanto un modo per confrontarsi con la canzone rock, con le sue strutture classiche e più trascinanti, siano esse narrative o semplicemente impressionistiche. Dieci episodi in cui succede quello che non pensavamo possibile, almeno oggi: il gusto per la melodia cristallina e appena alambiccata di Benson si sposa alla perfezione con le armonie intinte di nero di White. Risultato: pezzi come il vorticoso inizio di “Steady As She Goes”, impossibile da dimenticare, oppure la beatlesiana “Hands”, che si alternano con qualche virata heavy garage – la più sinistra è quella che dà il titolo al cd – sprazzi dichiaratamente e sommessamente folk come “Together” e qualche spruzzata psichedelica, senza dimenticare le dodici battute care a Jack di Level o il ruvido beat di “Store Bought Bones”, vicino agli Zeppelin degli esordi. Non è tanto importante, in ogni caso, il gioco dei rimandi e dei richiami incrociati, quanto le energie e la visceralità che emergono da ogni singola traccia: una freschezza con tutta probabilità legata a una produzione immediata, vivace, e a una carica che sul palco, siamo sicuri, darà grandissimi frutti.
Che tutto questo avvenga con strumentazioni sostanzialmente concrete, con uso calibrato di cori (incredibili quelli di “Call It A Day”, degni dei Pretty Things di “S.F. Sorrow”) e di intuizioni compositive rafforza l’idea di trovarsi di fronte a un manufatto, a una prova di artigianato soul/r’n’r come sempre meno di frequente capita di trovare. Nessuna nostalgia, sia chiaro: piuttosto, un modo di dare voce alla musica migliore del secolo scorso, senza voler strafare ma facendo parlare voci, chitarre e sezione ritmica. Un disco capace di volare davvero in alto, magari – ce lo auguriamo – pure in classifica.

Recensione tratta dal Mucchio 622 (maggio 2006)

Ultime recensioni Musica
four
Four Tet

New Energy

7.5

Ah, quanto sarebbe bello se New Energy uscisse come semplice white label: niente nome dell’autore, e stop....
maus
John Maus

Screen Memories

8

Quando Maus comunicò, al termine della dissertazione per il dottorato in filosofia politica, che la carriera di...
mariam
Mariam The Believer

Love Everything

7.5

“This could be the end of all the ends”, la prima spiazzante frase di Opening, traccia d’apertura...
colapesce
Colapesce

Infedele

7

Ricordo bene il momento in cui uscì il primo disco: Un meraviglioso declino. Era fine gennaio, cinque...
rabit
Rabit

Les Fleurs Du Mal

7.5

Il produttore di Houston Eric Burton è tra i capofila della nuova elettronica industrial degli ultimi anni....
cop
Elle Mary & The Bad Men

Constant Unfailing Night

7

Terzetto di base a Manchester, il progetto Elle Mary & The Bad Men esordisce sulla lunga distanza...
a2149764433_10
Courtney Barnett & Kurt Vile

Lotta Sea Lice

8.5

Sono passati 33 secondi dall’inizio di Lotta Sea Lice, una trama di  chitarre scintillanti apre alla strofa...
8693a1edc321169ba577b6ea8bcff7f1.1000x1000x1
St. Vincent

Masseduction

8.5

Tre anni fa parlavamo della “liberazione” di St. Vincent, giunta alla fase della divertita estroversione. Masseduction ne...
artworks-000234104634-7jd65k-t500x500
Indian Wells

Where The World Ends

8

Ecco, questo è un disco perfetto. Il che, per certi versi, è anche la sua problematica. Eh,...
a3585314451_16
Sequoyah Tiger

Parabolabandit

8.5

Ci aveva colpito forte con l’EP del 2016, Ta-Ta-Ta-Time. Da capogiro sin dal titolo, Parabolabandit è finalmente...
king-krule-the-ooz
King Krule

The OOZ

8

Il nuovo disco di King Krule, che arriva a ben quattro anni di distanza dall’esordio 6 Feet...
corgan
William Patrick Corgan

Ogilala

8

Parliamoci chiaro: a Corgan abbiamo concesso tante chance, più che a chiunque altro: il pessimo progetto Zwan;...
Ben-Frost--The-Centre-Cannot-Hold-album-cover
Ben Frost

The Centre Cannot Hold

8

Trattandosi di composizioni strumentali, conta l’esperienza d’ascolto: anzitutto dal vivo, se possibile (in Italia, a Club To...
the_tower_motorpsycho-1024x1024
Motorpsycho

The Tower

7

Fatecelo dire. Con una media da quasi un’uscita all’anno, quella di un altro album dei Motorpsycho in...
a0371152011_10
Chelsea Wolfe

Hiss Spun

7.5

Diventata un’artista di prima fascia, Chelsea Wolfe ha inanellato almeno tre capolavori di fila: difficile descrivere altrimenti...
file
The War On Drugs

A Deeper Understanding

8

Non solo Stranger Things. Il miglior revival degli anni 80 passa anche per la musica dei War...