WET FIST
Retard Disco/Audioglobe

Ci stanno simpatici, i tizi strambi. Soprattutto in musica. Darren Keen, l’uomo che sta dietro alla sigla The Show Is The Rainbow, è uno di quelli che avreste potuto vedere nel video di Spike Jonze per Fatboy Slim, quello del balletto scemo nel centro commerciale: ecco, giusto per darvi un’idea. Lui potenzialmente avrebbe potuto fare il ballerino grasso, brutto e sgraziato, il peggiore di tutti insomma. Ma Keen non è (per ora) un ballerino, bensì un polistrumentista che porta avanti già da qualche anno bizzarrie sonore che prendono tanto dal pop americano anni 80 quanto dagli ego trip da b-boy bianco alla Anticon. In mezzo, un forte sapore alla The Faint (e non a caso con loro ha pure collaborato). Questi tre elementi, mescolati, invece di risultare indigesti hanno una bizzarra capacità di star simpatici e intrattenere, anche perché oltre al semplice cazzeggio e gusto per il freak non c’è solo l’idea, c’è pure spesso e volentieri consistente qualità. Poi ci sono i testi: scorre sottile in ogni linea la feroce presa per i fondelli dell’universo emo, e per altro questo è storicamente uno dei cavalli di battaglia di Keen, che in questo modo si è guadagnato anche una certa notorietà nell’indie americano più sotterraneo e iconoclasta; motivo per cui la nostra simpatia non può che aumentare.

 

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