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The xx

I See You

Young Turks/XL/Self
9

Non hanno rivali, oggigiorno, negli ascolti da cameretta delle ragazze e dei ragazzi: la “generazione xx”. C’è però qualcosa di nuovo, adesso: la cameretta è diventata enorme, tipo il Forum di Assago, lunedì 20 febbraio. E dire che avevano provato a trasporre quella sensazione d’intimità pure dal vivo: durante il Manchester International Festival (luglio 2013) e nella Drill Hall del Park Avenue Armory, a New York (marzo 2014), sempre di fronte a poche decine di spettatori. Stavano per mettere in cantiere questo album, allora. Strada facendo, è capitato poi che Jamie abbia piazzato un colpo da solista della potenza di In Colour. Cosicché, accostandosi a I See You, il pensiero banale è che sia un disco segnato anch’esso dal suo tocco. E l’iniziale Dangerous – trombe squillanti captate chissà dove, elastico giro di basso, funk da visi pallidi – sembra confermarlo: la prosecuzione di Loud Places con altri mezzi. Di sicuro l’abilità nella manipolazione delle fonti sonore da lui acquisita ha influito in misura rilevante sul processo creativo: basti ascoltare Lips, terzo episodio in sequenza, dopo il malinconico e limpidissimo Say Something Loving. Lo introduce e caratterizza un campionamento da Just, madrigale incluso nella colonna sonora di Youth del nostro Sorrentino, che dà tono alla canzone più suggestiva delle dieci in scaletta: percussioni latenti, arpeggio sottilmente esotico, atmosfera d’incanto. Del frammento da I Can’t Go For That di Hall & Oates impiegato in On Hold già si sa, trattandosi del singolo, con le voci di Romy e Oliver intrecciate in una deliziosa trama narrativa.

Ovviamente si parla d’amore, a un passo dal precipizio: la specialità della casa. Performance, ad esempio: “Vedrai che mi ferirò / Quando avrò il cuore infranto / Lo metterò in scena / Esibendolo su una faccia coraggiosa”, canta Romy, fragile ma senza pudore. Risultato: pop pressoché perfetto. Impacchettato in un involucro metallizzato a specchio. Perché alla fine la musica è così: “Come vedere riflessi di te stesso nelle altre persone”, sostiene Jamie.

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