This Will Destroy You
Magic Bullet

Chi segue la scena alternativa americana si sarà accorto, un paio di anni fa, di un eccellente esordio che rispondeva al nome di Young Mountain; gli autori – i This Will Destroy You, giovane quartetto con moltissimi punti di contatto con gli Explosions In The Sky (non ultimi la terra di provenienza e il produttore di questa seconda prova, quel John Congleton noto per le collaborazioni con Modest Mouse e Polyphonic Spree) – lasciavano intravedere tutte le potenzialità che trovano compiutissima e splendida espressione in sette composizioni semplicemente perfette per chi ama quelle atmosfere che Mogwai, da questa parte dell’Oceano, e Isis, dall’altra, sanno rendere come nessun altro. Lunghi strumentali, cioè, che alternano passaggi costruiti attorno a tappeti di chitarre dalle strutture orientate verso l’ambient (Villa del Refugio) a suite in cui i tipici movimenti post-rock, quelli che attingono il loro magnetismo dall’incrocio tra percussioni e basso, si prendono la libertà di colorarsi di dark e tensione e di rendere epiche atmosfere che cambiano di ritmo con la velocità del pensiero (Threads, A Three-Legged Workhorse, oltre nove minuti che a tratti commuovono tanta l’intensità che trasmettono). E volendo insistere con i paragoni famosi, è il caso di scomodare pure i Sigur Ros: in effetti sia Leather Wings – che del lotto è la più radiofonica: neppure quattro minuti – sia The Mighty Rio Grande, esaltata dalle percussioni e dagli archi (come pure la conclusiva Burial On The Presidio Bank), dimostrano che opere come ( ) e Takk non sono affatto passate sotto silenzio dalle parti del Texas. Insomma, cinquantadue minuti all’interno dei quali, grazie anche a una vena elettronica appena accennata (They Move On Tracks…), è impossibile trovare difetti; al contrario, tantissimi pregi che esaltano capacità di scrittura di molto superiori alla media. Ad oggi, assieme a In The Future dei Black Mountain, il mio disco dell’anno.

Recensione tratta dal Mucchio 644

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