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Toro Y Moi

Anything In Return

CARPARK/GOODFELLAS
6.5

Disco molto godibile, disco molto insopportabile. Siamo impazziti? No, solo esasperati dalle esagerazioni da hype 2.0, quelle che da quando le informazioni girano assai più velocemente e assai copiosamente ma fanno pure le opinioni, sono un attore molto, troppo ingombrante. Ci hanno fatto una capa tanta con la faccenda chillwave e glo-fi, ricordate? Bene. Di tutta quell’ondata, Chaz Bundick alias Toro Y Moi ci è sempre sembrato uno dei più dignitosi e al tempo stesso perfettamente rappresentativo dei pregi e difetti del genere. Anything In Return, invece di portare sorprendenti cambi di rotta o particolari maturazioni, conferma in toto questa convinzione. Non puoi volergli male: non ha l’aria di essere un furbetto che cerca di andare dove tira il vento, lui fa onestamente la sua musica e in realtà a tratti ci prende pure. È gradevole, sa azzeccare certe linee melodiche, cita con cortesia e deferenza vari generi musicali di qualità: cosa chiedergli di più?

Ad esempio, di non essere solo un gradevole dilettante. Il problema è che nella corsa alla new sensation dei prossimi cinque minuti, si è deciso che in fondo essere bravi non è così importante. Lo è, invece, essere interessanti in quel momento, in quella frazione di anno, in tinta con quel vestito o con quel tipo di scarpe. Colpa di Chaz? No. Cioè, ni, perché quando leggi sue dichiarazioni tipo “Non voglio guardare solo alla nicchia, voglio guardare al pop, a ciò che funziona tra la gente, dandone la mia interpretazione”, da un lato pensi che sia sincero e accetti l’aumento di dosi di house e R&B in filigrana, dall’altro rimugini sul fatto che prima di dare “la sua interpretazione” dovrebbe studiare ancora un po’ come si usano macchine e software e voce. Non è però solo quello, non ne facciamo una questione di tecnica: fateci piuttosto capire perché ascoltare gli Shakatak è da sfigati mentre ascoltare Toro Y Moi ? (era?) hip. Le differenze son proprio poche. E gli Shakatak, come sottofondo, non sono per niente male.

Pubblicato sul Mucchio 702

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