ty
Ty Segall

Manipulator

Drag City
8.5

Ventisette anni e circa nove di carriera, sette album da solista, uno con la band, un altro con White Fence, il progetto Fuzz e svariati con Mikal Cronin, apparizioni in formazioni disparate tra cui i Sic Alps – tutti mai meno che buoni (checché ne dicano i puristi garage, che lo considerano ancora “il surfista svenduto all’indie”): la tentazione di fare i conti in tasca a Ty Segall è sempre alta, ma stavolta ha un significato simbolico. Dopo una serie di uscite “a tema” – quello psych, quello folk, quello hard rock – è arrivato il disco che i mood li contiene tutti. È arrivato l’album doppio, se non quello della consacrazione, avvenuta ormai nel 2011 con Goodbye Bread, sicuramente il più completo e multiforme. E forse, ad oggi, anche il migliore. Dedicarsi per più di un anno a uno stesso album, metterci dentro viole e violini senza che suoni folk, scrivere e limare i pezzi come mai prima d’ora: Manipulator è il check off record di Ty Segall, il disco con cui sfoltire la lista degli esperimenti da provare.

Dopo un mese di fila in studio, il biondastro dalla doppia personalità (Twins, non a caso) di Laguna Beach ne esce con un album sbronzo di suoni e intossicato di chitarre, un’ora per diciassette pezzi dove trova sempre la melodia, il trick giusto per tenerci appesi fino alla fine. Organo, sirene e synth deviati (Manipulator e The Connection Man), grunge pop alla Cronin (Tall Man Skinny Lady), blues muovi-chiappe (Feel), raw power (The Crawler), fiumi di elettricità garage e scomposta o hard e possente, Black Keys senza lustrini (The Faker), funk e falsetti (Mister Main), chitarre acustiche e falsetti (The Hand, The Singer): il Manipolatore e i suoi scagnozzi – perché di personaggi, come chiaro fin dai titoli, questo album ne ha parecchi – passano in rassegna (quasi) tutto lo scibile del r’n’r. Dopo essersi abbuffato delle buone e cattive azioni di Ozzy e Tony, Iggy e Neil, Arthur e Keith, Ty “il riffomane” le rigurgita a modo suo. E la pietanza, nella sua nuova forma, ha un sapore misteriosamente gustoso e inedito.

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