Under The Influence: Carl Barât

Dmc/Audioglobe

Quali sono le canzoni che hanno influenzato più di tutte un artista? Una domanda a cui, già da qualche tempo, cercano di rispondere le raccolte della serie “Under The Influence”, che in passato hanno avuto come curatori nomi eccellenti come Morrissey, Paul Weller e Ian Brown. Per questa nuova uscita della collana, invece, il timone passa nelle mani di Carl Barât, ovvero la metà (relativamente più) sana degli ormai ex Libertines. A lui il compito di esplicitare almeno parte delle proprie fonti di ispirazione. Alcune persino ovvie, come Clash (“Remote Control”), Jam (“The Eton Rifles”) e Smiths (“Bigmouth Starts Again”), altre comunque prevedibili, dagli Stranglers di “No More Heroes” ai New York Dolls di “Personality Crisis”, altre un po’ di meno (“Hurricane” di Bob Dylan, “Who’s Got The Crack” dei Moldy Peaches), passando per nomi in un certo senso inevitabili come Small Faces, David Bowie e La’s. Le vere sorprese, però, sono in apertura e chiusura del programma, rispettivamente la dolcissima “Dream A Little Dream Of Me” nella versione dei Mamas And Papas e l’hip-hop tutto britannico della “Fit But You Know It” firmata The Streets. Tutto questo per dimostrare che il buon Carl magari non sarà fortunato nello scegliersi i compagni di band, ma per lo meno – pur senza prendersi troppi rischi – ha gusti musicali impeccabili. Al di là del pretesto, una signora compilation.

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