WHERE DID THE NIGHT FALL
Surrender All/Goodfellas

Il tragitto si è compiuto. Alla fine James Lavelle è arrivato definitivamente là dove si sapeva sarebbe arrivato, ed è esattamente l’opposto rispetto alla posizione da cui è partito. Se qualcuno ha ancora ricordo del ventenne fighetto che gioca con l’house assieme a Tim Goldswothy e con l’hip hop assieme a Dj Shadow, bene, è giunto il momento di cancellarlo per sempre. Lavelle è rimasto fighetto – anche per Where Did The Night Fall si è curato di chiamare fotografi di grido per accompagnare visualmente il progetto – ma ormai con l’hip hop non c’entra più nulla e con l’house neppure. James Lavelle è Jason Pierce, spanna più spanna meno, e con questo ultimo lavoro è in lizza, anzi, probabilmente ha già vinto il titolo di “miglior album degli Spiritualized assieme a Ladies And Gentlemen We’re Floating In Space”. Che Pierce non ci sia, fra queste tracce, è quasi una coincidenza secondaria. Una coincidenza non secondaria è invece che Lavelle deve aver definitivamente abbandonato la tentazione della collezione di figurine famose: mai come questa volta un album degli UNKLE non è una parata di nomi famosi per catturare l’attenzione dei media e la soddisfazione del proprio ego. Riappare Lanegan, ok, ma per il resto sono nomi abbastanza minori, tipo Autolux e Gavin Clark (che tra l’altro erano nel già buono War Stories: apprezzabile segno di continuità, per uno che invece era famoso per litigare più o meno con tutti dopo un po’). Il risultato è che l’attenzione è puntata sulle canzoni, e dobbiamo dire che sono quasi tutte buone e alcune davvero belle belle belle, nelle loro striature tra brit rock e psichedelia declinate sotto la chiave dell’intensità corposa. Insomma, il disco meno pretenzioso di Lavelle, sicuramente quello meno spettacolare e più normale, quello che (in teoria) meno gli farà guadagnare le copertine dei giornali molto mondani, ma a occhio e croce rischia di essere il migliore e soprattutto quello che più facilmente vi capiterà di ascoltare dall’inizio alla fine, senza stare in impaziente attesa di quando arriva finalmente la traccia con Thom Yorke o Richard Ashcroft.

tratto dl Mucchio n°670

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