virginiana
Virginiana Miller

Venga il regno

Alabianca/Warner
8

Sono pochi i gruppi che, in Italia, sono riusciti a mantenere alto il timone della creatività, senza grandi cedimenti: i Virginiana Miller appartengono a questo filone, abbastanza esiguo, e compromettono costantemente tutte le convinzioni un po’ stantie che abbiamo sul cosiddetto rock cantato in italiano. Non si negano la complessità, se è funzionale a una buona canzone; non posano; non ammiccano. Si concentrano su quello che è il loro lavoro: dare al meglio il respiro di un’idea pensata e suonata in gruppo, fin dai tempi di Gelaterie sconsacrate, nel 1997.
L’orizzonte è quello di Livorno, anche se il nome è stato preso da una pianta dell’orto botanico di Pisa, l’ispirazione arriva spesso da Simone Lenzi, il cantastorie della band, che nel frattempo è diventato romanziere, saggista e complice nel film tratto dal suo La generazione, Tutti i santi giorni, diretto da Paolo Virzì. C’è un brano che si chiama nello stesso modo: ha vinto l’ultimo David di Donatello come migliore canzone originale associata a una pellicola e ha dato ai Virginiana un po’ di ribalta, almeno giornalistica, finendo per anticipare Venga il regno.
Tre anni e mezzo dopo Il primo di lunedì del mondo, l’album, il sesto, ha solo bisogno di essere ascoltato con calma, per essere apprezzato come merita: sgomberare la mente da ogni preconcetto, accettare le sottigliezze di Lenzi e il suono brillante e pastoso di una formazione capace di intendersi al volo sulle strade da prendere. In questo caso, dopo la rinascita dello scorso cd, le nuove vie sono particolarmente vaste, giocano sulle melodie con un senso di sfida e di attaccamento a un concetto chiave: la bellezza. Negata o sovvertita, magari (Il recinto dei cani, Lettera di San Paolo agli operai), accesa da una Pupilla illuminata, priva di inutili Effetti speciali, perché la si possa praticare con piena ironia (Chic) o ribaltare nell’inferno dell’Eternità di Roma. Un viaggio avvincente, di cui chiederemo conto presto proprio ai diretti interessati.

Pubblicato sul Mucchio 710

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