Show Your Bones

Interscope/Universal

Un paio di ep che hanno fatto da preludio a un esordio fulminante e movimentato come “Fever To Tell”, nel 2003: le triangolazioni degli Yeah Yeah Yeahs sono già un punto fermo del rock contemporaneo, sospese come appaiono fra melodie secche, concise, richiami storici e spirito art tipicamente newyorkese. In realtà, l’inquietudine del cantato di Karen O e le pulsazioni elettroritmiche di Nicolass Zinner e Brian Chase abbracciano ambiti abbastanza lontani fra di loro, che includono pure una forma sottile di garage-psichedelico, appena accennata ma parecchio importante nell’economia dei nuovi pezzi, nonché l’uso sistematico, e non puramente testuale, dell’ironia. Pezzi lasciati a fermentare un tempo adeguato, perché potessero togliersi di dosso la polvere di riferimenti scontati e si aprissero a ventaglio, sull’onda di una espressione assolutamente matura. A metà strada fra l’ipnosi minacciosa di “Phenomena”, la scansione di “Cheated Hearts”, le vie melodiche e direttamente rock’n’roll di “Gold Lion”, “Show Your Bones” è un album ambizioso nelle intenzioni e ben riuscito nella sua forma finale. Capace di evitare i trabocchetti di un genere, pulsa di trovate timbriche e ritmiche di tutto rispetto, innestate in una forma solo all’apparenza naïf e spontanea. In realtà in brani quali The Sweets o nella rarefazione minacciosa scheletrica di “Warrior” si respira l’aria dei Velvet più r’n’r e di certa wave americana. Il tutto senza pagare pegni o inchinarsi.

Prodotto da Squeak & Clean, capace di abbracciare sonorità che vanno da una costa all’altra, il cd è una centrifuga di spirito indie e di inquietudine che superano gli steccati. Senza far uso di tecnologia gratuita, sorretti da chitarre e pulsazioni estremamente concrete, gli Yeah Yeah Yeahs sono riusciti ad offrire un’opera in cui una poesia ruvida e decisa convive con un’attitudine punk, nel senso più pieno del termine. Canzoni che si possono fischiettare e che però possiedono un nocciolo sfuggente, ricco, che ribadiscono la sostanza davvero eccezionale di un gruppo destinato a rimanere.

Recensione tratta dal Mucchio 621 (aprile 2006)

Ultime recensioni Musica
arthur-buck-cover-2018
Arthur Buck

Arthur Buck

6.5

Pop rock regolare. Regolare quando invece ti aspetti la genialata. Diciamo subito, per quelli magari che si...
edwards & hacke
David Eugene Edwards & Alexander Hacke

Risha

7

Tutto si potrà dire di questo disco tranne che non sia il parto di due musicisti carismatici:...
Mark-Lanegan-and-Duke-Garwood-With-Animals
Mark Lanegan & Duke Garwood

With Animals

7.5

“Suppongo sia sempre mezzanotte da qualche parte” ipotizza Duke Garwood, a commento dell’ultimo disco scritto e suonato...
letseatgrandma
Let’s Eat Grandma

I’m All Ears

6.5

Sono “tutt’orecchi” anch’io. La volta scorsa, all’esordio in I, Gemini, le nipotine terribili – che di nome...
kamasi-770x770
Kamasi Washington

Heaven And Earth

7.5

Quando ci eravamo lasciati, alla fine dell’intervista destinata a “Mono”, il supplemento di approfondimento riservato agli abbonati...
layl-llamas-thuban
Lay Llamas

Thuban

8.5

Quattro anni sono un arco temporale significativo per l’industria musicale, in cui può succedere di tutto –...
C_2_articolo_3142204_upiImagepp-800x800
Calcutta

Evergreen

5

Occorre far girare il disco daccapo tre o quattro volte per essere certi di aver guadagnato una...
FJM_GodsFavoriteCustomerCover
Father John Misty

God’s Favorite Customer

6.5

Con il quarto album a nome Father John Misty torna Josh Tillmann, l’autore di canzoni californiano già...
R-11909640-1524565190-8346_1525264924
Iceage

Beyondless

9

Diciamo pure che avevo bisogno di un disco del genere, in sintonia con il cattivo umore che...
Beach-House-7-LP
Beach House

7

8

La magia nei dischi dei Beach House non è mai venuta meno. È questo il miracolo attuato...
0602567364351_0_0_0_75
Sons Of Kemet

Your Queen Is A Reptile

8

Gli egizi chiamavano il loro paese Kemet, cioè “terra nera”, traendo spunto dal limo scurissimo rilasciato dalle...
doc160.ryleywalker.deafman.fc_.1600-1519762445-640x640
Ryley Walker

Deafman Glance

8

Confesso di non riuscire a definire con precisione la musica di Ryley Walker. Lo trovo, l’americano, sprecato...
mien mien
MIEN

MIEN

6.5

Abbiamo ormai perso il conto dei “supergruppi” formati da membri di diverse band che popolano lo scenario...
DRINKS
Drinks

Hippo Lite

7

Cate Le Bon lo aveva dichiarato tre anni fa: “Nelle interviste ti fanno sempre domande tipo ‘Quale...